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FESTE VIGILIANE Città di Trento - Ultimo Atto - 26  giugno 2004

 
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E sono in migliaia, i trentini e gli ospiti, che salutano in allegria la città nell´ultimo giorno delle Feste Vigiliane. E sono di tutti i colori: ci sono i soliti bianchi ma ci sono anche quelli dalla pelle più scura e dalla pelle scurissima e ci sono i gialli. E poi, ci sono le bancarelle coi prodotti tipici trentini. E c´è la gente in costume. E il caldo buono estivo. E una carrozza con sopra le caprette e i maialini. E i ristoranti fanno i soldi e ci sono, in uno dei pochi angoli vuoti della città, i musicisti rumeni che sono bravissimi. E, per fortuna, passando, dopo dieci ore di digiuno, una bella signora ci offre un po´ di pane col formài miz ( formaggio praticamente stagionato nella grappa ) della valle dei Laghi e un signore gentile ci offre un poco di vino Groppello. E i polentari di Storo vendono la loro polenta buona e i trentini di Sardegna la loro porchetta. E i panificatori trentini fanno assaggiare al grande popolo il dolce di S. Vigilio. E nell´arena di piazza Fiera la disfida l´hanno vinto i Gobj, cioè i trentini, che hanno resistito all´assalto dei Ciusi, cioè dei feltrini, che volevano rubare loro la polenta e che invece hanno rubato loro solo alcune strozzere, a una delle quali hanno portato via le mutande. E come spiegare a chi non la conosce, una disfida che è complicatissima, macchinosa, poco spettacolare e persino un tantino noiosa? E anche così c´era un pieno di gente in piazza Fiera, già mezz´ora prima delle 21 quando tutto è iniziato. E la pazienza e la bravura di Gabriele Biancardi e Mattia Eccheli hanno saputo condurre quella folla sino al momento della tenzone, e anche dopo, che è stata la cosa più difficile. E va bene che la cosa sia trentina: che le donne facciano solo la polenta ed usino solo la scopa, che sia la polenta a dare il tempo al tutto. E va benissimo che le autorità facciano passerella. E sono il sindaco Alberto Pacher, il vescovo Luigi Bressan, un altro vescovo Adriano Tomasi di Lima, e l´organizzatore delle Vigiliane Guido Malossini. E va bene che le autorità, i trentini si sa sono un poco "servizievoli" con le autorità, vengano ancora richiamate sul palco per un omaggio. E le autorità sono ancora Alberto Pacher, i vescovi Bressan e Tomasi e Guido Malossini. E concediamo anche il fatto che i costumi sono belli. E i Gobj trentini hanno il colore grigio, adattissimo, e i Ciusi feltrini, invece, il giallo e rosso.
E poi si parte. E le strozzere preparano davvero la polenta e i Gobj si mettono in circolo a difenderle. E qui uno si aspetterebbe una battaglia con molto agonismo,con tratti spettacolari, con grinta, con un poco di rabbia, con competizione, con allegria e strepiti, col pubblico in piedi a tifare e strapparsi i capelli, con la città che ride e che si incazza. E c´è poco di questo. E fingono una corsa di un asino contro un pony e quando mai l´asino potrebbe vincere in una corsa vera? E poi fingono che i Ciusi rubino una strozzera ai Gobj che fingono di arrabbiarsi. E poi tutti fingono di dire cose. E passano ore prima che si arrivi alla disfida finale. E gli arbitri devono spiegare per bene le regole e nessuno le capisce proprio bene perché il gioco è complesso. E alla fine c´è un minuto e 10 secondo in cui i Ciusi cercano di aprire con la forza delle braccia la cerchia umana di Gobj che difendono la polenta. E non ce la fanno i Ciusi. O ce la farebbero? E anche qui la cosa è assolutamente rara perché la battaglia terribile è stoppata dai giudici, dai politici cioè. Che decidono loro chi ha vinto e hanno vinto i Gobj e nelle 21 edizioni sono in vantaggio di 11 a 9 sui Ciusi ( una edizione non ha visto la gara, per pioggia ). E la domanda è: non si potrebbe cambiarlo il gioco e farne uno più comprensibile, più appassionante, più spettacolare, più agonisticamente valido? E anche se saremo alla 22° edizione, non si potrebbe fare? E la città però chiude bene le feste del patrono, e le Vigiliane chiudono bene dopo una manciata di giorni vissuta nel folclore, nel ricordo della storia, nel bere e nel mangiare. Nel divertimento insomma. Con qualche pacchianeria come la porta di S. Vigilio, ma anche tante cose interessanti e belle. E noi ringraziamo che non siamo un popolo in guerra, che ci abbiamo l´opulenza, che possiamo fare queste belle feste. E ringraziamo il tempo che quest´anno è stato bello e ci ha permesso persino di fare la bellissima Cena benedettina, di fare la bella gara delle zattere e di toncare i soliti autonomisti. E, alla fine di tutto, il magnifico spettacolo dei fuochi d´artificio e la collina di Trento piena di gente per vederli, e la città intera col naso all´insù. E i Ciusi e i Gobj? Bella gente ma giocano un gioco strano, da rivedere..........Arrivederci al prossimo anno.


 

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