in
Trentino
MADONNA DELLA CORONA- SPIAZZI

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Come arrivarci
Per chi arriva dall' autostrada
del Brennero
si esce al casello di AFFI si gira a
destra per circa 500 metri, e alla
rotonda si va a sinistra
prendendo l'indicazione Spiazzi ,
Ferrara di Monte Baldo e dopo aver
percorso circa 20 Km. ci si trova a
Spiazzi |
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Oggi stiamo andando a fare una sorpresa a mamma Gina.
Abbiamo saputo che è partita in gita da Chieti con un gruppo
di pellegrini per andare dapprima a Padova (sabato 25 ) e
poi ( domenica 26 ) al Santuario della Madonna della
"Corona".
Quì noi andremo ad incontrarla. Partenza da Trento verso le 9
di mattina e arrivo a Spiazzi alle 10 circa. ( Usciti ad
Affi abbiamo dovuto chiedere per arrivare fin quassù ). Alle
10:30 siamo davanti alla chiesa ( trasportati giù per una
discesa ripidisssima da un pulmino che fa la spola tra il
parcheggio e la chiesa e che per 5 Euro trasporta due persone
andata e ritorno ). Il difficile è trovare mamma Gina, che
forse è oggi l'unica persona in Italia a non utilizzare un
cellulare. Donatella si apposta alla base della
scalinata mentre io entro in chiesa dove si sta svolgendo la
funzione domenicale per scrutare in ogni angolo alla ricerca di
mamma Gina. In chiesa non la vedo e ridiscendendo le scale temo di
aver mancato l'incontro allorquando Donatella sorridendo la
intercetta all'uscita della Scala Santa. Sorpresa nella
sorpresa c'è anche la zia Anna che ci dice che è la quinta
volta che viene in visita al Santuario.
Il Santuario della Madonna della Corona che sorge su Monte
Baldo, in Diocesi di Verona, è forse uno dei più
caratteristici, sia per l’originalità del paesaggio che lo
circonda, sia anche per la sua storia. Viene detto < della
Corona >, perché anticamente era chiamato < la Corona>, a
motivo della corona dei monti che lo circondano. E’
costruito su un angusto spiazzo naturale che si trova in
parte sporgente ed in parte incavato su di una parete di
roccia cruda a picco, e che si drizza sull’abisso per circa
400 metri. Ai lati stanno due dossi di monti, che si
sporgono per un buon tratto in avanti ora rocciosi, ora
alberati, costituenti un’ imponente anfiteatro naturale. A
mezzo di questa dirupa parete rocciosa si trova una chiesa
che sembra aggrappata alla roccia come un nido d’aquila.
Viene naturale chiedersi: come mai un Santuario lassù? Quale
fatto può aver motivato la determinazione di confrontarsi
così con la roccia, ad attaccarsi ad essa. E’ cosa risaputa
che nel Medio Evo la natura selvaggia attirò animi
desiderosi e bramosi di solitudine, e che gli eremitaggi
sorsero nei luoghi più impervi, mai però come questa roccia
a picco sulla valle.
Per chi scende dalla <Stella Alpina>,
300 metri dopo Spiazzi, parte una strada asfaltata che
termina in una galleria, scavata nella montagna nel
1922, che immette al Santuario. Questa strada è
percorribile a piedi sempre, e nei periodi di maggior
afflusso è percorsa anche dal Bus - navetta. Lungo
questo percorso si incontrano le stazioni della Via
Crucis.
Dalla <fontana>subito dopo Spiazzi,
inizia una lunga teoria di scalinate che vanno fino alla
<Croce vecchia> e quindi al <Ponte del Tiglio>, nella
vertiginosaspaccatura scavata da un torrente; da qui si
risale verso il Santuario percorrendo la <Via Matris>,
tutta aggrappata alla parete rocciosa, che a picco si
eleva sulla valle.
Da Brentino in
Val d’Adige
si snoda lungo il costone del monte Cimo <l’antico
sentiero del Pellegrino>, che si percorre soltanto a
piedi. Tratti di terreno battuto si alternano a rampe di
gradinate; gli scalini lungo il tragitto sommano 1540.
E’ la via più ardita, ogni anno è percorsa da decine di
migliaia di pellegrini. La prima via ad essere
approntata per raggiungere la Corona e il suo Oratorio
dedicato al titolo di S. Maria, fu certamente il
sentiero che scende dalla borgata anticamente detta <in
località Spiazzo> che sta sopra l’imponente parete
rocciosa a cui è aggrappato il Santuario. Verso la fine
del 1500, al tempo del famoso Paolo Eremita di Ferrara
di Monte Baldo, si parla nelle annotazioni storiche di
un intervento fatto per costruire una scala di 400 e più
scalini fino alla <Fontana>, che nelle illustrazioni e
nelle stampe antiche viene sempre citata come punto di
riferimento oltre che di ristoro per i viandanti della
Corona. Nel 1595 viene aggiunto a quanto di rudimentale
esisteva in precedenza un nuovo ramo di scale di circa
499 scalini.
Da una famosa stampa fatta incidere nel 1750 si apprende
anche in forma visiva la forma di detto sentiero ; alla
lettera
(F) così
recita: Fontana a capo delle Scalle, e alla lettera
(P)
scalini dalla Fontana al Ponte n° 390, dal Ponte alla
X.san° 237. Il Ponte è il famoso Ponte del Tiglio. In
prossimità della partenza di questo sentiero che inizia
a scalinate dalla <Fontana> , vicino alla Cappella
esagonale, sul lato frontale del primo gradino della
scalinata che scende alla Corona si legge : fatta 1636-
rinnovata nel 1843. E subito dopo sul frantale del
secondo gradino vi è scolpita questa dicitura : F. 1636
sc. 728-Rinnnel 1884 . Attualmente gli scalini sono
756. Quando nel 1925 si prese la decisione di costruire
sulla sommità del monte, subito dopo Spiazzi, una casa
per l’accoglienza dei pellegrini, denominata
< l’Ospizio >, si giunse alla determinazione di fare un
collegamento con il Santuario mediante un tracciato
stradale all’interno della proprietà privata, in modo da
agevolare il percorso dei pellegrini. Questa strada fu
ripetutamente allargata e migliorata anche in rapporto
alla circolazione con vetture. Le migliorie furono
apportate soprattutto in relazione al servizio di
trasporto con Pulmino per il pubblico, e ultimamente in
previsione della visita apostolica del Papa, avvenuta il
17 Aprile 1988. Lungo questa strada che parte dal
piazzale <Giovanni Paolo II> fino al piazzale davanti
alla galleria furono dislocate a partire dal 1988, le
Stazioni della <Via Crucis>, con statue in bronzo a
grandezza naturale, come invito alla preghiera ed alla
contemplazione per quanti si appressano al Santuario.
Alla fine di questa strada si imbocca la Galleria,
un’opera suggerita dall’allora Vescovo di Verona , il
Cardinale Bartolomeo Bacilieri, e realizzata dal Rettore
d. Giuseppe Brunelli, su progetto dell’ing. Federico
Federici, nel quarto centenario del ritrovamento della
Statua della Madonna della Corona; sull’ingresso della
Galleria è scritto : <Confectum opus 1922> (opera
eseguita nel 1922). La statua della Madonna che si
venera alla Corona è una <Pietà>; si presenta nelle
sembianze di un gruppo marmoreo alto cm. 70, modellato
da mano artigianale. La piccola opera d’arte non manca
di pregio nelle sue forme, che attraverso una ricchezza
di particolari vengono poste in risalto con efficacia;
la scultura fu anche dipinta. La Vergine è raffigurata
in atteggiamento di profondo e composto dolore, mentre
sorregge e contempla il corpo del Figlio morto, deposto
dalla croce. Molto espressivi sono i due volti, quello
della Madre, e quello del Figlio che le sta sulle
ginocchia. Sul piedistallo che sorregge la statua sono
incise queste parole: <Hoc opus fecit fieri Ludovicus De
Castrobarco D 1432>. La statua fu realizzata da .un
ignoto artista su commissione di Ludovico di Castelbarco
nell’anno 1432.L’origine del Santuario si confonde con
le testimonianze delle tavolette <ex voto> esistenti
presso il Santuario; si tratta di oltre 160 dipinti, di
varie dimensioni, che descrivono in modo popolare, assai
espressivo, la scena di pericolo grave in cui una
persona è venuta a trovarsi, insieme all’invocazione
rivolta alla Madonna per ottenere la grazia, viene
accertata attestazione di grazia ricevuta. Le tavolette
sono una documentazione molto interessante non solo da
un punto di vista religioso, ma anche sotto il profilo
culturale.
FOTO
SCATTATE NELL'OCCASIONE
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