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INDEX 2004

 

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SAN ROMEDIO

 

Visita 2005

 

 

GITA ALLA MADONNA DELLA CORONA - SETTEMBRE 2004 

in Trentino

MADONNA DELLA CORONA- SPIAZZI

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Come arrivarci

Per chi arriva dall' autostrada del Brennero
si esce al casello di AFFI si gira a destra per circa 500 metri, e alla rotonda si va a sinistra
prendendo l'indicazione Spiazzi , Ferrara di Monte Baldo e dopo aver percorso circa 20 Km. ci si trova a Spiazzi

 

Oggi stiamo andando a fare una sorpresa a mamma Gina. Abbiamo saputo che è partita in gita da Chieti con un gruppo di pellegrini per andare dapprima a Padova (sabato 25 ) e poi ( domenica 26 ) al Santuario della Madonna della "Corona". Quì noi andremo ad incontrarla. Partenza da Trento verso le 9 di mattina e arrivo a Spiazzi alle 10 circa. ( Usciti ad Affi abbiamo dovuto chiedere per arrivare fin quassù ). Alle 10:30 siamo davanti alla chiesa ( trasportati giù per una discesa ripidisssima da un pulmino che fa la spola tra il parcheggio e la chiesa e che per 5 Euro trasporta due persone andata e ritorno ). Il difficile è trovare mamma Gina, che forse è oggi l'unica persona in Italia a non utilizzare un cellulare. Donatella si apposta alla base della scalinata mentre io entro in chiesa dove si sta svolgendo la funzione domenicale per  scrutare in ogni angolo alla ricerca di mamma Gina. In chiesa non la vedo  e ridiscendendo le scale temo di aver mancato l'incontro allorquando Donatella sorridendo la intercetta all'uscita della Scala Santa. Sorpresa nella sorpresa c'è anche la zia Anna che ci dice che è la quinta volta che viene in visita al Santuario. Il Santuario della Madonna della Corona che sorge su Monte Baldo, in Diocesi di Verona, è forse uno dei più caratteristici, sia per l’originalità del paesaggio che lo circonda, sia anche per la sua storia. Viene detto < della Corona >, perché anticamente era chiamato < la Corona>, a motivo della corona dei monti che lo circondano. E’ costruito su un angusto spiazzo naturale che si trova in parte sporgente ed in parte incavato su di una parete di roccia cruda a picco, e che si drizza sull’abisso per circa 400 metri. Ai lati stanno due dossi di monti, che si sporgono per un buon tratto in avanti ora rocciosi, ora alberati, costituenti un’ imponente anfiteatro naturale. A mezzo di questa dirupa parete rocciosa si trova una chiesa che sembra aggrappata alla roccia come un nido d’aquila. Viene naturale chiedersi: come mai un Santuario lassù? Quale fatto può aver motivato la determinazione di confrontarsi così con la roccia, ad attaccarsi ad essa. E’ cosa risaputa che nel Medio Evo la natura selvaggia attirò animi desiderosi e bramosi di solitudine, e che gli eremitaggi sorsero nei luoghi più impervi, mai però come questa roccia a picco sulla valle. 

 

Per chi scende dalla <Stella Alpina>, 300 metri dopo Spiazzi, parte una strada asfaltata che termina in una galleria, scavata nella montagna nel 1922, che immette al Santuario. Questa strada è percorribile a piedi sempre, e nei periodi di maggior afflusso è percorsa anche dal Bus - navetta. Lungo questo percorso si incontrano le stazioni della Via Crucis. Dalla <fontana>subito dopo Spiazzi, inizia una lunga teoria di scalinate che vanno fino alla <Croce vecchia> e quindi al <Ponte del Tiglio>, nella vertiginosaspaccatura scavata da un torrente; da qui si risale verso il Santuario percorrendo la <Via Matris>, tutta aggrappata alla parete rocciosa, che a picco si eleva sulla valle. Da Brentino in Val d’Adige si snoda lungo il costone del monte Cimo <l’antico sentiero del Pellegrino>, che si percorre soltanto a piedi. Tratti di terreno battuto si alternano a rampe di gradinate; gli scalini lungo il tragitto sommano 1540. E’ la via più ardita, ogni anno è percorsa da decine di migliaia di pellegrini. La prima via ad essere approntata per raggiungere la Corona e il suo Oratorio dedicato al titolo di S. Maria, fu certamente il sentiero che scende dalla borgata anticamente detta <in località Spiazzo> che sta sopra l’imponente parete rocciosa a cui è aggrappato il Santuario. Verso la fine del 1500, al tempo del famoso Paolo Eremita di Ferrara di Monte Baldo, si parla nelle annotazioni storiche di un intervento fatto per costruire una scala di 400 e più scalini fino alla <Fontana>, che nelle illustrazioni e nelle stampe antiche viene sempre citata come punto di riferimento oltre che di ristoro per i viandanti della Corona. Nel 1595 viene aggiunto a quanto di rudimentale esisteva in precedenza un nuovo ramo di scale di circa 499 scalini. Da una famosa stampa fatta incidere nel 1750 si apprende anche in forma visiva la forma di detto sentiero ; alla lettera (F) così recita: Fontana a capo delle Scalle, e alla lettera (P) scalini dalla Fontana al Ponte n° 390, dal Ponte alla X.san° 237. Il Ponte è il famoso Ponte del Tiglio. In prossimità della partenza di questo sentiero che inizia a scalinate dalla <Fontana> , vicino alla Cappella esagonale, sul lato frontale del primo gradino della scalinata che scende alla Corona si legge : fatta 1636- rinnovata nel 1843. E subito dopo sul frantale del secondo gradino vi è scolpita questa dicitura : F. 1636 sc. 728-Rinnnel 1884 . Attualmente gli scalini sono 756. Quando nel 1925 si prese la decisione di costruire sulla sommità del monte, subito dopo Spiazzi, una casa per l’accoglienza dei pellegrini, denominata < l’Ospizio >, si giunse alla determinazione di fare un collegamento con il Santuario mediante un tracciato stradale all’interno della proprietà privata, in modo da agevolare il percorso dei pellegrini. Questa strada fu ripetutamente allargata e migliorata anche in rapporto alla circolazione con vetture. Le migliorie furono apportate soprattutto in relazione al servizio di trasporto con Pulmino per il pubblico, e ultimamente in previsione della visita apostolica del Papa, avvenuta il 17 Aprile 1988. Lungo questa strada che parte dal piazzale <Giovanni Paolo II> fino al piazzale davanti alla galleria furono dislocate a partire dal 1988, le Stazioni della <Via Crucis>, con statue in bronzo a grandezza naturale, come invito alla preghiera ed alla contemplazione per quanti si appressano al Santuario. Alla fine di questa strada si imbocca la Galleria, un’opera suggerita dall’allora Vescovo di Verona , il Cardinale Bartolomeo Bacilieri, e realizzata dal Rettore d. Giuseppe Brunelli, su progetto dell’ing. Federico Federici, nel quarto centenario del ritrovamento della Statua della Madonna della Corona; sull’ingresso della Galleria è scritto : <Confectum opus 1922> (opera eseguita nel 1922). La statua della Madonna che si venera alla Corona è una <Pietà>; si presenta nelle sembianze di un gruppo marmoreo alto cm. 70, modellato da mano artigianale. La piccola opera d’arte non manca di pregio nelle sue forme, che attraverso una ricchezza di particolari vengono poste in risalto con efficacia; la scultura fu anche dipinta. La Vergine è raffigurata in atteggiamento di profondo e composto dolore, mentre sorregge e contempla il corpo del Figlio morto, deposto dalla croce. Molto espressivi sono i due volti, quello della Madre, e quello del Figlio che le sta sulle ginocchia. Sul piedistallo che sorregge la statua sono incise queste parole: <Hoc opus fecit fieri Ludovicus De Castrobarco D 1432>. La statua fu realizzata da .un ignoto artista su commissione di Ludovico di Castelbarco nell’anno 1432.L’origine del Santuario si confonde con le testimonianze delle tavolette <ex voto> esistenti presso il Santuario; si tratta di oltre 160 dipinti, di varie dimensioni, che descrivono in modo popolare, assai espressivo, la scena di pericolo grave in cui una persona è venuta a trovarsi, insieme all’invocazione rivolta alla Madonna per ottenere la grazia, viene accertata attestazione di grazia ricevuta. Le tavolette sono una documentazione molto interessante non solo da un punto di vista religioso, ma anche sotto il profilo culturale.

FOTO SCATTATE NELL'OCCASIONE

 

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Antonio@Enio